Come nasce Street of the Life
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- Scritto da Gilberto Berlen
Street of the Life nasce nel 2000 da dirigenti e tecnici, prevalentemente praticanti di karaté, che escono dalla A.S. Roma 12, grande polisportiva storica nei quartieri del 12° municipio, per formare una realtà più piccola, ma con una precisa identità ed unità d'intenti.
La scelta del nome "street of the life", strada della vita, non è infatti casuale: esso vuole stigmatizzare quanto attraverso la pratica sportiva, si può arrivare ad avere, una propria spiritualità una giusta dimensione e personalità.
Forse "way of Life", "la via", sarebbe stato più appropriato per il suo significato letterale, ma "street" voleva essere un rafforzativo, una strada o meglio un'autostrada, dell'idea di scegliere attraverso lo sport una via che conduca ad una vita più equilibrata e serena, con principi forti come l'umiltà, l'amicizia, l'onore e tanti e tanti altri valori, alcuni dei quali, purtroppo, oggi sembrano dimenticati.
Recita così una massima zen :
NON ESISTONO CANCELLI SULLA VIA DELLA VITA CHE NON LASCINO PASSARE CHI VUOLE PROSEGUIRE. SE VOLETE ARRIVARE IN QUALCHE LUOGO, SEGUITE UNA VIA QUALUNQUE; CE NE SONO CENTINAIA E SONO TUTTE UGUALI. SE, FORTUNATAMENTE, RIUSCIRETE NEL VOSTRO SCOPO, LA VIA SPARIRÀ, E VOI DIVENTERETE LA VIA.
Quali obiettivi:
Gli obiettivi primari che l’Associazione Sportiva Dilettantistica Street of the Life si prefigge sono:
- Propagandare ed incrementare, attraverso la pratica dello sport e con particolare riferimento e preminenza alle arti marziali nonché alla ginnastica in tutte le sue componenti, l'attività motoria intesa come mezzo di formazione psico-fisica.
- Favorire gli scambi artistici, culturali, scientifici, sollecitando e promuovendo il sano e proficuo impiego delle ore libere mediante attività ed iniziative atte a sviluppare le capacità intellettuali e morali dei propri iscritti.
- Favorire l'incontro tra giovani di tutte le estrazioni sociali stimolandone la crescita culturale, sollecitando lo spirito d'amicizia e di solidarietà tra italiani e stranieri.
- Introdurre il bambino nel mondo delle arti marziali, così sconosciute a molti, attraverso una didattica che prevede esercizi di psicomotricità e metodi di preparazione in forma ludica al fine di valorizzare le componenti strutturali e coordinative del bambino in modo da avviarlo alla pratica delle arti marziali.
- Partecipare nell’ambito delle Federazioni Sportive di appartenenza a gare e manifestazioni per incrementare lo spirito di socializzazione e avviare i giovani verso una sana competitività, dove il risultato finale conta ma non è il fine ultimo.





